La maestra Maria – Il sogno sta per avverarsi 2

La maestra Maria – Il sogno sta per avverarsi 2
…Ero padrone dell’uccello di Manuel, 21 cm di carne nodosa e pulsante, quando sentimmo la porta di casa aprirsi e i passi dell’anziana golosa avvicinarsi.
Lo guardai con aria interrogtiva e lui con un cenno mi fece capire che dovevo continuare.
Mi fu subito chiaro che tra madre e figlio c’era stato un accordo.
Lei si fermò sulla porta, ci guardò e senza scomporsi esordì con: “I miei due porci se la spassano senza di me!”.
Una vampata di calore mi percorse dai piedi alla testa e preso dalla confusione non riuscii a dire nulla. Fecero tutto loro. Lei si mise seduta in poltrona e ci ordinò ci continuare con i nostri giochi. Guardava. I suoi capezzoli s’inturgidirono e anche attraverso la camicetta si fecero evidenti. Guardava… allargava dolcemente le cosce e si mordeva le labbra. I nostri sguardi ormai erano fissi sui nostri corpi desiderosi di piacere. Ci chiamò a sè e senza darci il tempo di ragionare prese in mano le due verghe pulsanti e cominciò a gustarle. La sua lingua passava da una cappella all’altra e la sua bocca ingurgitava i due pali di carne. Mentre ci menava gli uccelli faceva in modo che le due coppole strusciassero tra di loro. Manuel era in estasi, come me, del resto… La vecchia maestra, è il caso di dirlo, ci teneva per le palle, Il porco mi sfilò la lingua in bocca e la golosa si mise in mezzo. Ormai eravamo sul punto di non ritorno. Eravamo finalmente noi, liberi da taboo e schiavi dei nostri desideri. Due uccelli duri per un’anziana vogliosa di piacere. Ci allontanò iniziando uno spogliarello degno della migliore Dita Von Teese mentre le nostre mani continuavano a smanacciare le nostre nerchie. Si mise comoda sulla poltrona e allargò le cosce, ordinandomi di farla godere con la lingua. Mi tuffai con la faccia tra quella carne flaccida e iniziai a leccare quella fica slabbrata e ricoperta di pelo grigio. Le succhiavo il clitoride mentre il porco del figlio mi ciucciava golosamente il cazzo. Era il paradiso!
Si levò, mi ordinò di sedermi e dandomi le spalle si mise a sedere sul mio cazzo. Mi stava cavalcando mentre Manuel si menava l’uccello e con la lingua passava dalle mie palle fino al suo clitoride eretto. Non ci volle molto per sentire i suoi umori colare lungo il mio cazzo fin giù alle palle. Il suo primo orgasmo fu devastante ma lei voleva di più. Voleva essere riempita di cazzo e di sborra in tutti i buchi. Inarcò il bacino e piazzò il suo pertugio anale sulla mia cappella. Non esitò e in un attimo il mio uccello riuscì a violare il suo ano mentre lei abbrancò il figlio e si fece riempire la figa dal palo di carne. Stavamo godendo come tre maiali e le sue parole erano di un’indecenza irripetibile. Sentivo il suo sfintere stringermi il cazzo e la cappella di Manuel spingere nella fica ormai dilatata e brodosa.
“Non vi fermate, brutti porci!”, ordinava la vecchia, “Riempitemi e fatemi godere!”:
L’anziana maestra sembrava volesse recuperare gli anni passati senza minchia e cavalcava come una forsennata.
Sentivo le sue carni flaccide cedere alle mie mani vogliose di piacere, la sua lingua cercare la mia e i suoi orgasmi susseguirsi uno dietro l’altro. Stavo per esplodere in un prepotente orgasmo, lei sentì la cappella ingrossarsi ancora di più e mi intimò di sborrarle nel culo. Non me lo feci ripetere e fiotti di caldo sperma le riempirono lo sfintere.
Mauel si sfilò dalla figa e si mise a leccare la sborra che copiosa usciva dal buco del culo della vecchia maestra. Il porco continuava a menarsi l’uccello fino a quando non arrivò al limite e versò nella bocca della baldracca rugosa tutto lo sperma che aveva nelle palle. Condividemmo il sapore del nostro piacere e uno sguardo d’intesa siglò il patto lussurioso che ancora oggi di tanto in tanto rinnoviamo.

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